15/09/09

Viva La Colifata – Monde Diplo IT

Viva la Colifata – Manu Chao

di Cristina Artoni

« Se ti prendono non dire nulla. Se ti colpiscono non pensare al dolore. Se i colpi ti fanno male pensa a qualcosa di bello. Non guardare dritto negli occhi. (..) Non pensare alla vita. Non pensare alla morte. Non insistere con la speranza. Tu non esisti. Non pensare ».

E’ questo, con la forza di un pugno inatteso nello stomaco, uno dei tanti messaggi alla non-violenza pronunciati dalle onde di Radio Colifata di Buenos Aires.

Per resistere alle brutture del mondo, ma anche alla sofferenza, i pazienti dell’ospedale psichiatrico Borda, il più grande della capitale argentina, si rifugiano in una ricetta fatta di resistenza e di amore per la pace.

Abituati a trasmettere da 18 anni dalla radio, i pazienti nel corso del tempo si sono trasformati in giornalisti e analisti del nostro mondo surreale con una lucidità che va oltre il quotidiano. Come quando commentano un attentato contro i civili che ha provocato una strage in Iraq: « Perché l’hanno fatto? Chi ha agito? Davvero sento un dolore..un dolore molto grande. »

Le loro voci, immerse in un oceano di poesia, sono ora raccolte nella prima tranche di un disco in collaborazione con Manu Chao dal titolo « Viva la Colifata ».

Come un mosaico di voci e musica, il disco nasce dopo anni di collaborazione tra l’artista franco-spagnolo e la Radio LT22 creata come costola del centro medico. Dall’idea dello psicologo Alfredo Olivera, la radio ha aperto nel 1991 per diventare un mezzo di recupero e cura per i pazienti.

L’autore di Clandestino, da anni sbarca nel cortile dell’ospedale, accompagnato dalla sua chitarra per realizzare trasmissioni e concerti. Poi due anni fa è partito il progetto del disco per sostenere economicamente la radio e per far conoscere la voce « di questi maestri di vita » come ha detto lo stesso Manu Chao.

Come i precedenti lavori dell’ex leader dei Mano Negra, anche « Viva la Colifata » è strutturato come un viaggio di emozioni, dove l’amarezza viene superata da improvvisi squarci di luce.

Sul treno fantasma a bordo con i Colifatos ci si trova a interloquire con lo spirito di Nerone, intervistato dall’inviato della radio nella città capitolina: « Perché ha bruciato Roma? -viene chiesto a Nerone – perché era troppo vecchia, brutta? O lo fece come semplice atto di crudeltà? »

Vi troverete poi da Carlos Gardel con il suo « tango perdido » e di seguito nel racconto stupito di un paziente al suo arrivo al Borda: « Lo stesso giorno che mi portarono qui, venne trovato morto un chitarrista che stava suonando all’angolo della strada. Ancora adesso non si sa chi gli sparò con una pallottola d’acciaio, perforandogli il cuore ».

Scenderete dal treno fantasma dei Colifatos per incontrare le mamme che prima di andarsene ci hanno dato gli strumenti per stare nel mondo e per ringraziarle dell’amore infinito: « Madre sono qui in tuo nome » dice un paziente.

Riderete del colifato-cantante che dedica le sue strofe « A tutte le ragazze che faccio innamorare ogni giorno.. »

Radio La Colifata, che significa « folle » in lunfardo, l’argot porteño e lingua ufficiale del tango, è riuscita nel corso degli anni a sopravvivere non senza difficoltà, malgrado l’assenza di finanziamenti pubblici. Ora il disco, di cui altre due tranche saranno messe a disposizione degli ascoltatori, si può scaricare gratuitamente, con l’invito a lasciare una donazione dal sito www.vivalacolifata.org. Tutti i testi sono in castigliano ma presto verranno pubblicate anche le traduzioni (info www.manuchao.net).

Come poter perdere la descrizione di un paziente affetto dalla locura del sol? « Il sole per me – dice – è la cosa più importante. La sua luce è una meraviglia che attraversa il cuore ».